Firenze low cost, i consigli di Girovagate e Luca ~ Viaggi Low Cost
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Firenze low cost, i consigli di Girovagate e Luca



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14 commenti:

  1. paolo ha detto...
     

    Viva la democrazia, bene ospitare nei propri spazi tante opinioni. Viva l'espressione del gusto individuale, certo.
    Però... Confesso: io concordo con pochissimo di quello che hanno segnalato i ragazzi. In qualche caso, per nulla: pizze, gelati, fiorentina, indirizzi low... ci sono dei grossi vuoti, ci sono indicazioni che per me non valgono davvero...
    Ma ho un difetto, enorme: io ci lavoro, con l'enogastronomia. Faccio il giornalista, e me ne occupo da anni. Mangio per lavoro da anni.
    Eccolo, il difetto: secondo me, per segnalare e dare suggerimenti bisogna anche avere titoli.
    Tutto qua, in amicizia.
    paolo

  2. Federica ha detto...
     

    Ciao Paolo,

    credo sia normale non condividere sempre a pieno le opinioni degli altri, anche e soprattutto quando si tratta di cibo.

    Queste Mini Guide sono state fatte in collaborazione con gli utenti. Io personalmente sono stata in un solo ristorante di Firenze (a cui ho dedicato anche un post) da Sabatino, per me ottimo.

    Quello che si propone di fare questo blog è quello di dare indicazioni, su luoghi (bar, ristoranti, musei, hotel, spa e tutto il resto) che in un viaggio possono rientrare nella sfera del low cost.

    Chi scrive queste Mini Guide, del resto come me, è spesso un viaggiatore comune, che no, non ha titoli. Esce, gira, mangia e spesso segnala i luoghi che lo hanno maggiormente colpito, condividendoli.

    Accetto comunque con piacere il tuo commento e ti invito, se vuoi, a mandarmi quelli che tu, come professionista, intendi per luoghi low cost di Firenze, o di qualsiasi altra città.

    Fammi sapere.

  3. Luca ha detto...
     

    Ciao Paolo,
    Vedi il bello dei travel blog e' proprio questo, scoprire luoghi spesso non considerati dai professionisti del settore.

    Scrivere recensioni e consigli fino a qualche anno fa era una peculiarita' riservata ai critici che pubblicavano libri e guide, ma oggi la recensione si cerca in rete sui portali e magari ci si aspetta che a scriverla sia qualcuno che ha vissuto un'esperienza simile a noi.

    In conclusione, almeno secondo me post così, andrebbero scritti per ogni città', ogni comune lasciando proprio come fa federica la possibilità di far comporre ai lettori la selezione dei luoghi, lasciando da parte le formalita' di un critico e cogliendo le peculiarita' che la gente comune può rilevare in ogni ristorante,gelateria, bar

  4. Anonimo ha detto...
     

    @Paolo: credo sia scontato che le recensioni sui blog non servano a una mazza, se non a chi ha un blog per racimolare due lire con Adsense e fare un po' di conversazione frivola. Nessuno di noi che leggiamo le opinioni sui blog si aspetta che abbiano una qualche valenza. Sono fuffa & cazzeggio ed è giusto prenderla così.
    In ditta abbiamo una cucina, siamo tutti under 33. I miei colleghi di ufficio pranzano sempre con cibi scadenti da friggere, sughi pronti, troiai da bambini tipo Sofficini ecc.. Quello che per loro è buono per me è schifo immangiabile, e viceversa. E' ovvio che non si può sapere come sia educato il palato di chi scrive, per quello esistono i critici gastronomici (da cui si pretende una elevata competenza).

    Marco

  5. Federica ha detto...
     

    Ciao Marco,

    non dubito della professionalità e della competenza di certi critici gastronomici, come a questo punto mi aspetto da Paolo, dato il commento....ma non credo che io, o i ragazzi che scrivono su questo blog abbiano consigliato locali dove vengono serviti bastoncini findus o cose simili.

    I blog non sono di certo solo luoghi dove parlare di fuffa, ma viste le premesse del tuo commento forse non credo ti interesserà sapere altro.

  6. Girovagate ha detto...
     

    Luca mi ha preceduto,
    avrei scritto esattamente le stesse cose, e non perchè come lui sono "parte in causa" in questo frangente.

    Mi permetto di aggiungere che ormai è una questione vecchia... comprendo il risentimento degli specialisti del settore, dei critici di professione, dei giornalisti ecc ed anche quello dei ristoratori che leggono le opinioni non sempre positive (e non sempre competenti) che i clienti lasciano non solo sui travel blog ma anche sui vari Social, su Tripadvisor, su 2spaghi e simili,
    ma sempre più persone cercano proprio questo: l'opinione disinteressata di altre persone che sono state nello stesso posto.

    Da fiorentino (polemico come tutti i fiorentini) sfido chiunque a fare un sondaggio ed avere risultati concordanti su quali siano i migliori posti dove mangiare, dormire ecc.
    Però in questo caso specifico, nel blog di Federica si parla di Low Cost... i posti elencati possono non piacere ma frequentando da 3 decadi Firenze ed avendo la fortuna di condividere le esperienze con molti amici e conoscenti (per mia fortuna), direi che nella categoria "low cost" ci possono tranquillamente rientrare...
    liberi comunque di non essere d'accordo!

  7. Dino ha detto...
     

    @Paolo Per ricevere un consiglio non mi baso mai sul titolo del mio interlocutore, ma semplicemente valuto la consonanza dei suoi gusti con i miei. Per questo io seguo i consigli di questo blog perché mi fido della sua autrice. Mentre invece può darsi che non leggerei mai un tuo articolo perché non mi basta che tu sia un giornalista per fidarmi di te.

  8. Girovagate ha detto...
     

    cavolo quanto veleno...

    se "le recensioni sui blog non" servono "a una mazza" allora perchè prendersi la briga di rispondere?...

    Io frequento ristoranti e pizzerie a prezzo contenuto, non posso permettermi posti a 4 o 5 stelle e non me ne vergogno, ma certamente se mi rifilano un troiaio non ci ritorno una seconda volta...

    Personalmente, mi fido di più del giudizio di miei amici e dei travel blogger che conosco (recentemente sono stato a Roma in un locale consigliato da Federica e mi sono trovato benissimo) che non dei palati sopraffini di alcuni critici che mi indorano un piatto che per me è un troiaio...

  9. Mattia ha detto...
     

    Partiamo da un presupposto (discutibile ma affronteremo i punti deboli dopo) che un blogger è spinto a fare una recensione o raccontare una storia da una forte motivazione personale e non ci guadagna nulla.

    In linea di massima questi due fattori sono una forma di garanzia sulla sua "autenticità"... se un blogger lo fa ripetutamente e si dimostra coerente con il suo pensiero acquista, almeno a mio avviso, un posizione molto credibile. E perchè questo? Perchè nella maggior parte dei casi ci mette la faccia... e dal momento che non ci guadagna nulla meglio se lo fa realizzando qualcosa di buono e giusto no?
    Un blogger che non vive del suo "essere blogger" che motivo avrebbe di darsi tanto da fare per costruire qualcosa di fasullo?

    Il presupposto iniziale tuttavia può non essere valido, questo va ammesso.. ma è altrettanto giusto riconoscere un simile scetticismo può essere applicato a qualsiasi categoria.

    Se devo scegliere fra credere al mio vicino di casa (blogger) o al critico gastronomico del maggior quotidiano italiano che vive nel centro Milano... scelgo il primo.

  10. Anonimo ha detto...
     

    Il fatto che I blogger non ci guadagnano niente è moltooo opinabile

  11. Alessio Carciofi ha detto...
     

    Leggo con molto interesse questa "conversazione", e debbo dire che la "questione" sollevata da Paolo non è in linea con il dogma del 2.0 : condividere esperienze, di qualunque genere esse siano.

    L'esperienza è l'enfasi del SINGOLO individuo, [ in questo caso "blogger"] e sta [sempre] al lettore "codificarla" tramite le narrazioni del sè.

    Il 2.0 è la democratizzazione della Rete, dove ognuno di noi si DEVE sentire libero di dare dei consigli, condividere esperienze ed emozioni.

    Sinceramente nell'incipit di questa conversazione vedo più una separazione tra online e offline, tra giornalisti e blogger, piuttosto che una [ri]conversione verso un modello integrato.
    Abbiamo tutti quanti il bisogno di capire il "ruolo" nella nuova comunicazione che l'evoluzione socio antropologica ci investe da tempo. Questo ruolo lo si può comprendere solo lasciandosi alle spalle le "etichette".

    @Anonimo il 2.0 vuol dire pure rispetto verso gli altri ;)

  12. Giulia ha detto...
     

    Se nel lavorare su un blog ci sono dei guadagni non ci vedo nulla di male dato il tempo e le energie che si dedicano.
    Il blog per definizione si basa su esperienze personali e opinioni, se non si è d'accordo si commenta e le cose possono sempre essere rivisitate.
    In questo caso non si vuole scrivere le guida michelen ma si vuole parlare di posti economici dove mangiare bene senza spendere un patrimonio.
    Anche la lonely planet lo fa e anche se le scelte in alcuni casi sono opinabili di fatto sono un aiuto a chi viaggia.

  13. Anonimo ha detto...
     

    caro altro anonimo, è decisamente miope ridurre chi tiene un blog e chi cerca informazioni sui blog ad un mucchio di nullafacenti marpioni, magari bamboccioni di brunettiana memoria, ma del resto probabilmente sei un troll, quindi passo agli argomenti seri.

    I blog hanno "de facto" i titoli per segnalare e dare suggerimenti, se li guadagnano sul campo, nel tempo; quello che li differenzia da, che so, un giornalista è che di solito non hanno la pretesa di essere universali, ma chiedono e ricevono fiducia da chi dopo averli "provati" li trova attinenti al proprio gusto.

    L'esperienza personale *conta*, non vorremo mica dimenticare (ora che ci conviene) la famosa potenza del passaparola?

    Il giudizio di uno del mestiere ha il suo valore, quello di un "dilettante" (ed uso la parola pur non ritenendola vera) informato ne ha un altro di pari dignità, sta a me lettore decidere con la mia esperienza di chi e quanto fidarmi.
    è il bello dell'informazione libera, condivisa e di facile accesso. Conviene abituarsi.

  14. BECA ha detto...
     

    @Paolo
    in una miniguida, su una città come firenze, mi sembra ovvio che ci siano dei vuoti, detto questo, io ho consigliato luoghi dove la qualità/prezzo mi è sembrata buona.

    Poi non sapevo che per segnalare posti dove mangiare ci vogliono "tituli" :)

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